In occasione della Domenica delle Palme, a Castronuovo si è rinnovata la Passione vivente di Cristo per le vie del paese; buona la partecipazione del pubblico accorso anche da paesi limitrofi...

 

Il 16 marzo 2008, in occasione della Domenica delle Palme, si è rinnovata la Passione vivente di Cristo per le vie del paese.
Innegabile che la mente ed i ricordi portino al confronto con la rappresentazione dello scorso anno, ho voluto darne non la scarna descrizione cronicistica, piuttosto soffermarmi, in modo succinto, sul senso di sacro che viene percepito dagli astanti.
In un periodo nel quale il sensazionalismo “fa” notizia e l’esasperazione del sacro è imprigionata dall’informazione mediatica, ci si è chiesto quale finalità dare alla rappresentazione e, durante le prove che sono state fatte, ci si è posto il problema se fosse o no il caso di ri-presentare tale Passione al fine di evitare una semplice ripetizione ottenendone una pura banalizzazione. La sintesi è stata raggiunta in tre punti: dare spunti di riflessione, infondere emozioni, trasmettere il messaggio evangelico, troppo spesso ridicolizzato ed usato in modo personalistico. I mezzi utilizzati sono stati quelli di riprodurre fedelmente le parti dialogate dei vangeli, soprattutto del vangelo di Matteo, e nelle parti “mute”, quali l’incontro di Gesù con Maria e poi con la Veronica, di offrire ai presenti momenti di riflessione, meditando il mistero dell’uomo nel mistero della salvezza. 
La scenografia, i costumi, le luci, l’impianto audio, nonostante la natura impervia del territorio, hanno reso la rappresentazione alquanto verosimile. 
Ci si è impegnati nel “narrare” ai presenti la drammaticità della storia di un Uomo vittima del suo popolo, vittima dei suoi discepoli, vittima di un bacio traditore; un Uomo capace, però, di riuscire a perdonare i suoi torturatori, i suoi carnefici, i suoi apostoli, il suo popolo. Da un anno all’altro non si è deciso di cambiare, quanto piuttosto di rinnovare l’emozione di chi osserva e di rinnovarla attraverso quanto ogni personaggio riesce a generare.
Elencare le scene, le battute, i personaggi che si sono succeduti non renderebbe appieno ciò che la realizzazione della passione è stata. È vero che mettere insieme ragazze, ragazzi, adulti per realizzare un progetto non è semplice; è vero, inoltre, che nelle prove spesso non si riesce a responsabilizzare pienamente soprattutto i giovani; tuttavia nella Passione ognuno nei propri limiti ha dato il meglio. Non vi è dietrologia nell’ammettere che, se anche non si fosse riusciti a far vivere profonde emozioni, sarebbe bastato vedere impegnata una trentina di persone verso una sola finalità.
Scorgere persone emozionate ci ha ottenuto la gratificazione che si è realizzato quanto si desiderava. Considerando in sincerità che i presenti non siano stati solamente parte passiva di una rappresentazione, ma che, anche se solo per un attimo, si siano sentiti ammantati dal velo della Storia dell’umanità, colgo l’occasione di porgere a nome personale e degli “aspiranti” attori gli auguri di una Pasqua vissuta all’insegna del perdono e del rispetto reciproco.

MARIO DI SARIO

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