Dopo tanta pubblicità finalmente esce su Famiglia Cristiana un articolo su S.Andrea Avellino... Orazio nell'Ars Poetica commenterebbe Parturient montes, nascetur ridiculus mus

 

È stato pubblicato su “Famiglia Cristiana” del 2 novembre scorso un articolo su Sant'Andrea Avellino e a tal riguardo ho da fare alcune considerazioni pacate.
Sono amareggiato, come castronovese, da una delusione, alla pubblicazione dell'articolo, per essere l'articolo figlio di nessuno e per veder relegato il nostro Santo, (ma non è un Santo di tutta la Chiesa Cattolica?), alla pagina centotrentottesima della rivista succitata.
Mi rivolgo ai visitatori e indirettamente al direttore di “Famiglia Cristiana” chiedendomi se sia stato un articolo figlio di una ricerca, la qual cosa sarebbe un offesa all'intelligenza a causa di una semplice biografia del Santo, oppure se sia stato soltanto l'occasione di vedere a tutti i costi Sant'Andrea Avellino sulla rivista prescindendo dal contenuto.
Io penso maliziosamente che se si fosse trattato di “un altro Santo” la rivista Gli avrebbe riservato la copertina, l'editoriale, un approfondimento illimitato, magari un poster; capisco, ma non accetto da organi che si professano cattolici, l'esigenza della tiratura della rivista ed il nostro Santo forse non “tira”, ma a questo prezzo non sarebbe stato meglio se l'articolo non fosse mai stato pubblicato? 
“Famiglia Cristana” non era obbligata a scrivere del nostro Santo, ma qualora avesse deciso di farlo poteva documentarsi in modo più approfondito piuttosto che dare l'impressione di fare un collage di notizie che si trovano su tante biografie del Santo.
Tanto spazio merita un Santo che ha contribuito nel XVI secolo, con l'ordine dei Teatini, a ridare una morale ad una Chiesa Cattolica vulnerata da venti di riforma e di controriforma? Invito tutti a considerare se per la Chiesa Cattolica e sottolineo Cattolica sia più importante, di un Santo, l'aspetto taumaturgico o il contributo dato con l'esempio e con le opere e gli scritti. Io personalmente propendo per la seconda opzione dichiarando che se del Santo dei talk show venisse meno l'alone miracolistico ben poco rimarrebbe.
Concludo ribadendo che un articolo “buttato” alla centotrentottesima pagina, quasi a tappare uno spazio e per far vedere che la rivista se ne era occupata, lascia perplessi soprattutto per la selezione pericolosa che organi della Chiesa Cattolica effettuano circa i Santi con trattamenti fatti su misura al peso specifico del posto che occupa un Santo nell'intrattenimento televisivo. 

MARIO DI SARIO

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