Anche se con ritardo, ecco quanto è stato messo in opera a Castronuovo nelle vacanze di Natale da parte di tanti ragazzi ed adulti che hanno condiviso un unico progetto...

 

Il primo gennaio appena trascorso la parrocchia Santa Maria della Neve di Castronuovo ha rappresentato la natività del Salvatore nelle vie del paese. Il titolo dell’articolo inquadra perfettamente l’ambientazione ed i ruoli delle comparse che attori “navigati”, come i nostri concittadini, hanno ricoperto. Non mi limiterò ad una semplice elencazione di tutte le “figure” incontrate da Maria e Giuseppe nel loro avvicinarsi alla grotta di Betlemme, piuttosto ne accennerò ad alcune, consapevole che la descrizione di una o di alcune possano essere comprensive di tutte le altre.
Gli autori dei testi, i registi dell’opera, valgano per tutti i nomi di Grazia e di Annamaria Cascino, hanno dato alla rappresentazione la connotazione della quotidianità del vivere il presepe, di riscoprirne la freschezza ed una rigenerazione dello Spirito, che è sempre utile riscoprire.
Le figure del falegname, del fabbro, del mugnaio, etc. hanno bene espresso con il loro operare quotidiano la rivisitazione moderna del miracolo di duemila anni fa. Il loro modo di essere semplici, isolati “apparentemente” dal cammino dei “genitori divini”, hanno offerto una splendida cornice insieme ai luoghi naturali di Castronuovo di Sant’Andrea all’evento tanto atteso ed annunciato dai profeti.
Ognuno ha dato, nel suo piccolo e con semplicità, il meglio di se stesso. Faccio una digressione riepilogando le tappe della rappresentazione che doveva svolgersi il 26 dicembre, ma, causa il maltempo, era stata rinviata al primo gennaio e sino al primo pomeriggio si era indecisi se metterla in atto poiché stava per sopraggiungere, minacciosamente, un temuto temporale; per fortuna o per volere divino è stato scongiurato. I personaggi, indossati gli abiti dell’epoca, hanno “occupato” i posti loro assegnati e si è dato il via ad un “film” tante volte già visto, ma che è in grado ancora di far provare emozioni sempre nuove e sincere. Si è deciso di investire piuttosto che negli effetti speciali nell’essenzialità del racconto; le poche luci, la naturalità del paesaggio, i brevi momenti di riflessione recitati dalla voce narrante sono stati la cornice al fluire lento e silenzioso di tanta gente che, accodandosi ai personaggi di Giuseppe e Maria, si è trovata immersa nel mistero dell’Incarnazione di Nostro Signore. I ringraziamenti sarebbero superflui dopo il meritato e sincero applauso che la popolazione ha tributato ai figuranti, tuttavia, pur non entrando nello specifico, personalmente ringrazio quanti hanno collaborato davanti e dietro le quinte; una piccola presunzione permettetemela: sono orgoglioso di Castronuovo di Sant’Andrea perché si è riusciti con semplicità ad emozionare i presenti e, di questi tempi, non è poca cosa. 

MARIO DI SARIO

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