RISPETTIAMO LA NATURA

Realizza un paesaggio sull’esempio di Renoir e degli impressionisti. Anche il paesaggio è utile per un pittore di figure umane. All’aperto si è portati a far uso di toni di colori che sarebbero inimmaginabili nella luce fioca dell’atelier. (Pierre-Auguste Renoir)

Il paesaggio ha, da sempre, esercitato un forte fascino sugli artisti. A partire dal ’300, con la grande pittura senese, e a seguire con Piero della Francesca e buona parte della pittura veneta,

il paesaggio assume un ruolo quasi da protagonista nell’opera d’arte. L’importanza del paesaggio è evidente anche nel ‘400 con Leonardo da Vinci, il quale, attraverso la tecnica pittorica dello sfumato, riuscì a rendere l’aria che si interpone tra le figure in primo piano e gli sfondi. Nel ‘700 il paesaggio, grazie alla moda dei viaggi, diventa un tema quasi dominante nell’arte: è il secolo in cui si afferma il Grand Tour, e nasce il vedutismo che, tra i suoi massimi esponenti, annovera Gaspare Vanvitelli, Canaletto e Francesco Guardi. La consacrazione del paesaggio come tema principale della pittura, però, avviene nell'800 con il romanticismo di Joseph Turner, John Constable e Caspar David Friedrich. Sulle loro tele, come nella letteratura del tempo, il paesaggio domina se non sovrasta l’uomo. È, tuttavia, solo con gli impressionisti che, alla semplice rappresentazione del paesaggio, si aggiunge la pratica di dipingere “immersi” nel paesaggio stesso. Si afferma così la pittura en plein air, ovvero “all’aria aperta”. L’artista impressionista sente il bisogno di uscire dal suo studio, lavorare immerso nel soggetto del suo dipinto, trasferendo le proprie impressioni visive direttamente sulla tela. Questa scelta è dettata dalla volontà di cogliere, con freschezza e immediatezza, tutti gli effetti della luce che la visione diretta fornisce. Non c’è, nell’impressionismo, alcuna romantica evasione verso mondi idilliaci: le rappresentazioni paesaggistiche o rurali portano il segno della bellezza e del progresso della civiltà. La natura dipinta è terra e mare, prati e campagne, alberi e fiori, fiumi e scogliere. Ogni tanto, nei paesaggi, affiorano tracce dell'uomo e della società, della modernità del tempo sull'ambiente. Ma quali sono, oggi, gli effetti della modernità sul nostro ambiente? Si ha la consapevolezza delle violenze che il paesaggio subisce quotidianamente, soprattutto da parte degli uomini? Attraverso questa esperienza didattica, e l’utilizzo di materiali di recupero, si vuole “educare” e, quindi, sensibilizzare i partecipanti al rispetto del proprio ambiente, ovvero della natura.

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