"Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei."
Anthelme Brillat-Savarin

Generalmente, quando si affronta l’argomento “cibo”, si è portati a considerarlo, in modo superficiale, come il necessario quotidiano che accompagna l’uomo nella sua crescita fisica.

Ma l’atto del cibarsi non risponde solo ad una necessità biologica: racchiude in sé scelte che dipendono dall’ambiente naturale, storico, sociale e, soprattutto, dalla crescita culturale e scientifica della comunità umana. Il cibo è anzitutto cultura: tramanda storie e abitudini di vita, porta con sé i profumi ed i colori della terra di provenienza, è espressione del clima e delle tradizioni ed identifica un territorio inteso come luogo che appartiene alle persone che vi sono nate o vi abitano, e di quel luogo hanno cura e conoscenza. Partendo dall’analisi delle incisioni di Raoul Dufy e dalla lettura dei testi di Brillant-Savarin scelti per il suo libro Aphorismes et Variétés, i partecipanti proveranno ad individuare i piatti della tradizione culinaria lucana che, attraverso i colori, le forme, i profumi e i sapori, meglio rappresentano i vari paesi del Parco del Pollino. Nel corso dell’incontro, inoltre, verrà dato ampio spazio alla discussione, al fine di stimolare gli studenti alla riflessione e al confronto.

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