Lucania, infanzia e ricordi di bambino.

Il giallo dei tuoi fiori di ginestra
mi ricorda che è ancora primavera
e richiama alla mia mente
l’odore acre degli stazzi
e il rito perduto della transumanza
quando sui tratturi
i pastori “passanti” spingevano le greggi
ed io, bambino, seduto all’ombra della grande quercia
transumavo con la fantasia
attraverso i tuoi boschi popolati dai fantasmi di Crocco e Ninco Nanco,
i tuoi aridi calanchi,
i tuoi paesi disegnati dalla mano dello stesso architetto,
con le case ammucchiate
sulle strade strette che portano al tuo cuore
dove da una finestra all’altra
il gelsomino e il garofano fanno all’amore
e ancora oggi se ne partono i tuoi figli
nei loro anni migliori.

Commenti   

0 #1 Super User 2014-02-01 11:45
Troppi voli pindarici. meglio concentrarsi sui "particolari" della lucanità. Si ha modo di poetare di tanto "altro". Ciao Peppino

Giuseppe Arbia, 2 Giugno 2009

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