L'invito dell'autore a ricordare e a non dimenticare "Quadri" di vita trascorsa per le strade di Castronuovo da tanti castronovesi...

A stento s'odon le voci del trappeto
sin dove a san Filippo s'adunan sulla porta.
La Manca e La Cerasia bisbigliano.
Il rione Manca rafforza la saggezza
d'un ceppo antico.
La sagacia, le prove, i volti fieri,
scolpiti dagli anni,s'affollano in piazza Marconi.
Nella cantina della Tammurro s'ode un canto,
in quella di Prospero un rauco grido.
Pasquale batte la suola, ammiccando.
Io, assorto, ripasso le scene al muro:
Là i lupi famelici, là una pantera...
Ciccio, seduto, sonnecchia al sole di febbraio.
Annalucia prepara le cartucce.
Parla di caccia con Agostino e Italia.
E Vicienz Gianni guarda Barbanera,
scrutando il futuro e le stagioni.
La gente sale al Castello,
i muri fumano al sole invernale.
A sant'Rocco c'è a Carlicchi
direte o' varre cumba Ernesto... in esilio.
I segni incerti di un commercio chiuso!
I sarti modellano vestiti:
Papà riscalda le mani al braciere,
mamma taglia nu' vandisine.
Le case si arrampicano a santa Caterina,
alla Catuna, soffocano le grotte.
Il Giardino tende le braccia al Serrapotamo.
Son pochi le personrimaste!...
Pur s'ode ancora cumba Zirillo
che batte il ferro sull'incudine
e cumba Alessandro e Peppino a Cassene
che stringe "u turcinele"
U sinisariello accorda "o suoni"
Addensa le nubi; la nebbia che sale avvolge
i quadri sparsi di un tempo che fù...
Ricorda!

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