Il testo della rappresentazione è stato liberamente adattato attingendo notizie, dialoghi e contesto dalle seguenti fonti: Lancillotto Avellino. L’avventura di una vita senza compromessi, ed San Paolo, Milano, 2006 di COSENZA VINCENZO; Il cielo è sempre più alto.

 

Itinerario spirituale di Sant’Andrea Avellino, C.R., ed. Soubriet, Tomelloso, 2005 di ARTEAGA VALENTIN; Sant’Andrea Avellino. Pellegrino di Cristo, ed. Colombo, Roma, 1973 di MOBILIO ALBERTO;

Il sipario si apre e, sullo sfondo di foto d’epoca, troviamo la premurosa balia del neonato Lancillotto intenta a cullarlo e a tranquillizzarlo. Dalla prima scena l’emozione corre per tutta la sala nella quale un pubblico molto attento si trova proiettato in un’epoca di storia vissuta nello stesso paese ma lontana di quattrocento anni. A rendere tutto più reale, contribuiscono i dialoghi in italiano e in dialetto sapientemente adattati alla circostanza dalle insegnanti dei “piccoli attori”. Molto toccante la figura del piccolo “biondo” Lancillotto che – al suono delle campane – lascia i suoi amichetti sulla piazza e corre dallo zio a “servire messa” lasciando già trasparire la sua vocazione di “volare alto”. Tutte le scene sono pervase di consigli che con amore “donna Margherita” dispensa al figlio educandolo al sacrificio e all’amore per il prossimo. Si susseguono i protagonisti e troviamo le figure di Nicolantonio – fratello di Lancillotto – , del padre Giovanni, di Zi’ Vcienz che – come una volta attorno al focolare – intrattiene i bambini estasiati con la favola di “Giuvannell”… nel racconto poi spicca la figura di Don Cesare – lo zio di Lancillotto – che lo educa e lo prepara alla vocazione sacerdotale. Viene ripercorso il periodo degli studi a Senise e in un crescendo di emozioni si giunge all’ordinazione sacerdotale di Lancillotto tra i pianti emozionati dei genitori contenti di avere un figlio presbitero. Intanto nella piazza del paese si festeggia l’ordinazione sacerdotale di Don Lancillotto tra balli, canti e brindisi. Straziante la scena di donna Margherita che prega la Madonna delle Grazie di non far allontanare da Castronuovo il figlio che intanto ha intrapreso la decisione di allontanarsi “per migliorare” e per studiare Diritto a Napoli…
Più che una rappresentazione teatrale a chi scrive piace parlare di uno “spaccato di vita castronovese” forse la più importante in tanti anni di storia, di cui tutti dovrebbero essere a conoscenza e tramandare alle generazioni future. Una replica di questo spaccato di vita verrà riproposta in Agosto nel corso dell’Estate Castronovese per dare modo a tutti, anche a chi non era presente alla “Prima”, di fare un viaggio nel tempo, di svegliarsi e di poter dire: “Quattrocento anni fa’ deve essere andata proprio così!!!”.

PINO DI SARIO

 

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