In questi giorni a Monasterace (RC) c’è stato un grave episodio che ha turbato e rattristato tutti i devoti di sant’Andrea Avellino.

Sabato scorso (1°dicembre) le reliquie del Santo, custodite nella Chiesa dell’Esaltazione della Santa Croce, sono state rubate, in

serata, alla fine della manifestazione “Il borgo riaccende i forni”, organizzata dall’Arciconfraternita di San Nicola, in onore di questo Santo. Alla chiusura della Chiesa, ci si è accorti che il reliquario era aperto e mancavano i sacri resti di sant’Andrea Avellino.  Il parroco, don Alfredo Valenti, ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Il pomeriggio di lunedì 3 dicembre, con grande gioia dei monasteracesi, le reliquie sono state ritrovate sotto il mantello della statua della Madonna Immacolata, nella stessa Chiesa da dove erano state trafugate. Le forze dell’ordine stanno continuando ad indagare per trovare i responsabili del gesto sacrilego. Monasterace ha come patrono sant’Andrea Avellino, che viene festeggiato ogni anno il 10 novembre, giorno della morte, e il 12 maggio. 

Questa tradizione risale al 12 maggio 1707, quando la Sacra Congregazione dei Riti concluse il processo di canonizzazione presentando al papa Clemente XI il decreto finale. La cittadina calabrese aveva chiesto la protezione del Santo sin dal 1664, ma non ebbe l’autorizzazione, perché dopo il 1630 solo i santi canonizzati potevano essere patroni. Ricordiamo un altro grave episodio, che accadde la notte tra il 12 e il 13 marzo 1987: furono trafugate le sacre spoglie del Santo dalla Basilica napoletana di San Paolo Maggiore, dove sono conservate e venerate. I ladri, dopo poco più di due settimane, le restituirono e, con una solenne cerimonia - alla presenza del cardinale Michele Giordano - furono rimesse al culto dei fedeli.

Nicola Arbia

4 dicembre 2018

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