Al San Micheletto di Lucca una grande scultura dell’artista salentino

****A ridosso delle festività natalizie la collezione artistica della Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, che ha sede a Lucca nello storico complesso medievale di San Micheletto, si è arricchita, grazie alla donazione dell’autore, di una grande e straordinaria scultura in acciaio inox, ferro zincato e pietra leccese

del salentino Salvatore Sava, “Metamorfosi mediterranee”, iniziata nel 2013 e portata a termine nel 2018 appositamente per gli spazi del secondo chiostro di quello che nel 1460, anno della sua fondazione, fu il Monastero consacrato alla regola di Santa Chiara, nell’ambito dei “Giardini della scultura Pier Carlo Santini”.

****Si tratta di un evento eccezionale e di un riconoscimento ai massimi livelli di grande soddisfazione per l’artista salentino (è nato nel 1966 a Surbo, Lecce, dove vive e lavora) quello di veder collocata la sua opera, dopo un lustro di faticoso, ma sempre appassionato e coerente impegno, in una istituzione italiana tra le più importanti e prestigiose a livello internazionale. Com’è noto, il progetto di Carlo Ludovico Ragghianti e di sua moglie Licia Collobi Ragghianti di creare un laboratorio permanente di studio e un centro di esperienze culturali per la città di Lucca si concretizza nel 1981, con la nascita del Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, in seguito alla donazione della biblioteca, della fototeca e dell’archivio dei coniugi Ragghianti alla Cassa di Risparmio di Lucca. Il Centro Studi diventa Fondazione nel 1984 con l’intento principale, che è rimasto nel corso del tempo quello delle origini di mettere a disposizione uno strumento di studio e di divulgazione dell’arte in tutte le sue forme. Ciò che da oltre trent’anni la Fondazione porta avanti con una intensa e qualificatissima attività organizzatrice.

****Salvatore Sava è uno degli scultori oggi più interessanti del panorama italiano. Docente all’Accademia di Belle Arti di Lecce, dal 1983 espone regolarmente le sue opere in importanti mostre collettive e personali. Ha partecipato alla XIV Quadriennale di Roma e ha conseguito numerosi riconoscimenti (tra cui il Premio internazionale di scultura "Terzo Millennio" e il Premio Mastroianni). Nel 2010 ha presentato oltre cinquanta opere al Castello Sforzesco di Milano all'interno della grande mostra dedicata al celebre cuoco Gualtiero Marchesi, che è stato un suo estimatore e appassionato collezionista. Ragguardevoli anche le più recenti personali al MUSMA di Matera e a Lecce e le monografie dedicategli da storici dell'arte di fama, tra cui Luciano Caramel. Ma si tratta solo di qualche cenno, riguardo alla sua attività e ai suoi successi, rispetto ad un curriculum artistico particolarmente intenso e denso di esiti creativi che denotano una originale percorso del suo fare scultura tra classicismo e sperimentazione.

****L'opera da lui realizzata è frutto di un ragionamento formale sulle facoltà dei materiali, ma è anche un atto di denuncia ecologista: si presenta come una sorta di arbusto disseccato, in cui la natura vegetale è stata sostituita dal metallo e dalla pietra, come a seguito di una metamorfosi dovuta alla desertificazione e alla catastrofe ambientale che ci minaccia. L’indagine di Sava si sviluppa ormai dal lontano 1983, quando comincia ad imporsi all’attenzione della critica più avveduta con le sue prime mostre personali, in un percorso coerente e rigoroso che si incentra su una libera e fantasiosa aggregazione di materiali di recupero, soprattutto ferro e pietre, e su una continua messa in discussione degli statuti linguistici della scultura che registrò anche nel nostro paese il transito tra gli anni, anni Cinquanta e Sassanta, anni di forte fermento innovativo. Anche nel suo più recente lavoro continua a coniugare in maniera originale e suggestiva le forme, le metamorfosi e reperti della cultura contadina con una feconda ricerca nella contemporaneità, ispirata da un ricco fervore creativo, additando di volta in volta nuovi percorsi e giungendo a più articolati approdi.

****In particolare, nell’ultimo decennio, nel suo universo immaginativo, e nel concretarsi delle sue opere, va gradualmente, ma irreversibilmente, sempre più dominando una sorta di decantazione del coinvolgimento emotivo attraverso un fare che diventa più libero e sempre più aperto all’analisi dei rapporti tra lo spazio della scultura e quello dell’ambiente con cui crea motivi di “dialogo” e di coinvolgente interazione; come conferma l’opera donata alla Fondazione Ragghianti, che inaugura un nuovo momento di dialogo, tutto all’interno della storia dell’arte, tra l’oggi e il Medioevo. Ciò a partire in maniera più mirata, dalla serie “Tramontana” (intorno al 1998), quando si apre per Sava una fase creativa assai fertile, in cui l’attenzione nell’assemblaggio dei materiali è tutta rivolta all’invenzione “puramente” formale; che continua nella sua ultima produzione, popolata da strutture con aeree ramificazioni, dotate di grande levità e grazia, che sembrano tentare le forme nella ricerca di innumerevoli equilibri possibili.

Michele De Luca

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