Mete e stile educativo

La scuola S. Andrea Avellino si propone di far prendere coscienza ad ogni bambino che è “un dono” perché amato e voluto da Dio.
Per questo:
Accoglie, ascolta e osserva la realtà di ogni bambino e di ogni famiglia per poter rispondere positivamente alla aspettative e ai bisogni, senza discriminazioni di provenienza, di cultura, di religione, di svantaggio e di handicap.
Offre un ambiente sereno perché susciti gioia inneggiando alla vita: dall’accoglienza del mattino alla molteplicità delle relazioni, alla testimonianza di sensibilità dell’insegnante, sempre attenta ad intuire anche le richieste inespresse.

Intende essere scuola-famiglia aperta alla partecipazione e collaborazione, ma fondata sulla chiarezza e competenza dei ruoli.
Nella scuola il bambino deve sentirsi ed essere centro di interesse, di affetto, di attenzione.
I bambini, in questo anno, sono 30; sono intelligenti e nello stesso tempo vivaci, hanno degli occhi che ti parlano ed ognuno di loro rispecchia il proprio ambiente: la famiglia.
Attraverso l’opera della scuola portiamo avanti le nuove tecniche pedagogico-didattiche facendo riferimento ai principi della Costituzione italiana ed alle direttive ministeriali.
Nel particolare ci prefiggiamo di:
1) Favorire il senso cristiano della vita: saper scoprire la realtà circostante e la ricchezza interiore di ciascuno come dono di Dio da sviluppare e donare.
2) Educare al valore della responsabilità, della libertà e della solidarietà: sviluppare attitudini solidali e fraterne secondo i valori evangelici, coltivando inoltre la responsabilità di se stessi, degli altri e lo spirito di condivisione.
3) Educare alla verità ed all’amore: favorire il gusto della verità delle cose; sviluppare l’attenzione al bisogno degli altri, aiutando quelli che sono in difficoltà; valorizzare i piccoli gesti del vivere quotidiano; sviluppare i rapporti d’affetto, di sincerità, di dialogo, di accoglienza di se stessi e degli altri.
4) Educare al gioco; il gioco è molto importante, perché nella libertà il bambino esprime pienamente se stesso.
5) Educare alle conversazioni; nelle conversazioni il bambino si sente libero, memorizza poesie, filastrocche, canti, drammatizzazioni di fiabe, di scene di vita vissuta.
6) Favorire tecniche didattiche per la formazione completa del bambino; accompagnare in maniera ritmica pezzi musicali con danze e coreografie; l’ascolto e la riproduzione di suoni e ritmi; esercizi di prescrittura per i più grandi; giochi simbolici; giochi di psicomotricità; giochi imitativi all’aperto; giochi di equilibrio; disegno spontaneo ed esercizi di coloritura.
Quanto suddetto viene fatto con impegno , ma soprattutto con amore, proprio come una madre fa con il suo bambino.


                                                                                                                            Suor Teresa